E Albatros o ancora, Alcatraz?
Si di Jack Folla voglio parlarvi e lo farò con le sue parole, uscite da una sgangherata radiolina e fuggite libere, nell'aria, come un albatros.
"Siete in diretta con il braccio della morte, con il buio della colpa americana. Mi senti, tesoro? Sono il DJ della democrazia moderna. Dischi al sangue e ultime parole famose. Per l'Auditel. Rilassati, sarò giustiziato io per te. Tranquillo, ho già peccato io per te. Fidati, ti reggo io, perché non ho più paura della morte. Io sono Jack Folla, il condannato. L'altra parte di te che muore."
Mancano duecentocinquanta giorni all'ora x quando Jack, detenuto italiano condannato a morte nella tristemente nota prigione di Alcatraz, decide di improvvisarsi Dj ed inizia a condurre quella che diventerà una delle più popolari trasmissioni radio dell'etere.
Non ha nulla da perdere Jack, morirà dopo pochi mesi, dunque può dire tutto ciò che pensa, senza censure e senza timore di criticare i classici intoccabili.
Senza peli sulla lingua e con un linguaggio a volte rude (diamine, siamo in galera, mica all'oratorio!), ci parla della sua vita e della sua Italia, la sua povera Italia così diversa da come l'ha conosciuta, rovinata da un continuo rincorrere tutto ciò che è inutile e superfluo.
La matricola 3957 ci insegna a pensare ed a riflettere, due attività ormai sempre più rare e ricercate, che sembra siano così inutili e superflue e che invece sono la strada verso la libertà.
Ogni sole che sorge è una nuova puntata, ma anche un giorno in meno alla data della sua esecuzione.
Che non importa se ci sarà o meno, non è fondamentale sapere se Jack sopravviverà o morirà sulla sedia elettrica: ciò che conta è il viaggio non la meta.
"Un uomo solo che guarda il muro è un uomo solo.
Due uomini che guardano il muro è il principio di un'evasione."
Jack

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